Ian Davenport si è imposto a livello internazionale, per la sua esplorazione della linea, del colore e della materialità della pittura. Il contrasto tra monumentalità e senso del movimento, tra casualità e controllo, e i sottili paradossi all’interno dei suoi dipinti sono approfonditi nella varietà di opere su carta per la mostra.
Un imponente dipinto murale, di oltre 3 metri di altezza e 5 metri di larghezza, è stato creato dall’artista appositamente per la mostra. In quest’opera, Davenport utilizza brevi getti di vernice spruzzata a muro per formare schegge e gocce di colore che si sovrappongono e interagiscono, in complesse composizioni di segni e colori.
La mostra include un’ampia selezione di opere su carta realizzate negli ultimi 15 anni.
Nomad Chants
La prima mostra personale in Europa dell’artista curdo-iraniano Hiva Alizadeh. Nato a Kerman nel 1989 inizia la sua carriera seguendo il percorso del padre, regista sperimentale.
Da allora, Hiva Alizadeh ha raggiunto una forma di espressione sintetica e personale capace di creare nuovi media ispirati dalla tradizione decorativa della tessitura del tappeto tipica della sua regione d’origine. Per le sue composizioni utilizza vibranti ciocche di capelli sintetici dai colori brillanti.
Un’altra fonte di grande ispirazione per questo artista sono le vetrate delle moschee persiane e i riflessi di luce che proiettano sul pavimento.
Molteplici elementi trasfigurati creano un immaginario complesso, con sofisticate trame coloristiche.
I fili vaporosi si sovrappongono e si intersecano generando ritmi, voci e suoni in cui riecheggia lo sfondo percettivo dell’artista.
If Bees Are Few
La mostra indaga le diverse modalità di fruizione delle immagini che appartengono al quotidiano e che possono essere vissute come punti di partenza per innescare nuovi processi interpretativi.
Gli artisti coinvolti utilizzano tecniche differenti, come il disegno, l’intaglio su carta, la ceramica, l’acquarello e materiali presi dal reale, per declinare immagini che appartengono o rimandano al mondo naturale.
Capolavori del ‘900
Il Museo del Novecento di Milano è una esposizione permanente di opere d’arte del XX secolo ospitata all’interno del Palazzo dell’Arengario e dell’adiacente Palazzo Reale di Milano. Sono esposti quadri, opere d’arte e sculture di differenti periodi artistici, dal Futurismo alla Metafisica, dal Gruppo Forma 1 alla transavanguardia italiana, ai gruppi di Milano, Roma e Torino e l’arte povera di autori quali Pellizza da Volpedo, Boccioni, Marini, Modigliani, de Chirico, Sironi, Garau, Fontana, Martini.
Cimitero Monumentale
Un itinerario “off the beaten path”, cioè fuori dal sentiero battuto come dicono gli inglesi, per seguire le tracce di segni, simboli e immagini utilizzati dagli artisti e dalle maestranze attive al Cimitero fin dall’apertura, nel 1866, per alludere alla morte ed esorcizzarne la paura. Un percorso insolito e curioso che ci condurrà incontro agli Angeli maestosi e severi posti a guardia delle tombe, agli inquietanti animali “notturni”, come gufi e pipistrelli a presidio delle cripte, ai fiori come il papavero e il fiore di loto antichissimi simboli del sonno e dell’oblio. Non mancheranno le edicole a forma di piramide, decorate con l’immagine di Osiride o affiancate dalla Sfinge, né il simbolo antico dell’Alfa e dell’Omega, o i segni misteriosi mutuati dalla Massoneria, come il Delta con l’occhio onniveggente e la coppia squadra-compasso. Ne scopriremo i significati e le origini, che spesso si perdono nella notte dei tempi… e, per finire, ci consoleremo con un tripudio di puttini giocosi e sorridenti.